Description
Esercizi di sinodalità
Editoriale, di Paola Bignardi
1. Un primo bilancio di un percorso sinodale
1.1 Un anno sinodale. L’esperienza di un vescovo di + Erio Castellucci
1.2 Vivere in Sinodo. Bilancio di un’esperienza di Giuseppina De Simone
2. Testimonianze diocesane di percorsi sinodali
2.1 Il Sinodo dei bambini.
L’esperienza dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto a cura di Annalisa Caputo
2.2 L’ascolto sinodale vissuto
nella diocesi di Concordia-Pordenone a cura di Maurizio Girolami
2.3 L’esperienza sinodale
nella chiesa di Faenza-Modigliana a cura di Michele Morandi e Cristina Dalmonte
2.4 La forza sinodale dell’incertezza.
L’esperienza della diocesi di Modena a cura di Ivo Seghedoni
2.5 Il Sinodo diocesano della chiesa di Padova a cura di Leopoldo Voltan 41
2.6 L’esperienza del cammino sinodale
nell’arcidiocesi di Palermo a cura di Milena Libutti 49
2.7 Il primo anno di percorso sinodale
nell’arcidiocesi di Pescara-Penne a cura di Loredana Reitano e Roberta Fioravanti 55
2.8 L’esperienza della diocesi di Senigallia a cura di Paolo Gasperini 59
3. Una rilettura esperta delle testimonianze
3.1 Uno sguardo ecclesiologico sulle esperienze sinodali di Simona Segoloni Ruta 65
3.2 Cammino sinodale: chiese che imparano di Pierpaolo Triani 71
3.3 Una rilettura in prospettiva pastorale di Enzo Biemmi 75
4. In ascolto dell’esperienza
4.1 Storie a confronto
4.2 Per un ascolto della vita e della Parola.
Un contributo al processo sinodale cura del Consiglio di Direzione
Conclusione. Dal sinodo alla sinodalità di Giacomo Canobbio
Editoriale di Paola Bignardi
Introduzione
Dopo cinque anni, la chiesa italiana deve tornare al Convegno di Firenze,
e deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità
per comunità, diocesi per diocesi: anche questo processo sarà
una catechesi. Nel Convegno di Firenze c’è proprio l’intuizione della
strada da fare in questo Sinodo. Adesso, riprenderlo: è il momento.
E incominciare a camminare.
Sono le parole che papa Francesco ha rivolto alla chiesa italiana
in occasione dell’incontro con i partecipanti al convegno
promosso dall’Ufficio catechistico nazionale (30 gennaio 2021).
Da allora, si è messo in movimento un processo imponente, che
ha coinvolto molti soggetti ecclesiali in un intenso lavoro di
ascolto, confronto, approfondimento. Insieme a diverse resistenze,
la proposta di papa Francesco ha incontrato l’attenzione di
tanti che hanno intravisto nel Sinodo l’occasione straordinaria
per una riforma della chiesa che sembra impossibile per le vie
più quotidiane e comuni.
Si è visto in questi mesi un grande fervore di iniziative: da
quelle istituzionali dei gruppi sinodali in parrocchie, in diocesi,
in gruppi e associazioni, a quelle di studio, per una messa a
fuoco teorica del tema, a quelle editoriali di riviste e libri anche
molto impegnativi.
La domanda cruciale sottesa a tutte queste attività è: qual è
1. Uno sguardo alla realtà ecclesiale
Lo sguardo alla realtà ecclesiale giustifica un Sinodo: le assemblee
domenicali sono sempre più povere di partecipanti e
soprattutto da esse sono scomparsi i giovani e anche i bambini.
Dopo la pandemia non vi è stato un ritorno alla messa festiva
da parte di tutti quelli che la frequentavano prima. È come se
molti si fossero accorti che anche senza eucaristia la domenica
scorreva bene lo stesso; anzi, era più libera senza quell’impegno
che per molti era poco più che assolvere a un precetto. Appare
sempre più chiaro che la pandemia ha avuto la funzione di rivelare
una crisi che era in atto già da prima e che aveva, a ben
guardare, anche altri segnali espliciti. Ad esempio l’abbandono
quasi totale della frequenza ai sacramenti e alle attività della comunità
cristiana da parte dei ragazzi, subito dopo la celebrazione
della cresima. Il sacramento del diventare adulti come discepoli
del Signore in effetti segna l’allontanamento dalla chiesa e
dalla sua proposta spirituale e formativa. Un fenomeno, questo,
molto preoccupante, se si pensa che le parrocchie dedicano la
gran parte delle loro energie, al di fuori delle celebrazioni domenicali,
proprio alla catechesi dell’iniziazione cristiana. Questo
è ciò che si vede. Se inoltre ci si fermasse anche ad ascoltare,
ci si renderebbe conto che la distanza interiore, culturale e spirituale
anche di coloro che frequentano la messa della domenica,
è consistente: gli insegnamenti della chiesa sono percepiti come
obsoleti e non in grado di rispondere alle domande delle persone
di oggi, particolarmente della componente giovanile e ancor
più di quella femminile della comunità cristiana.
È proprio l’ascolto che conferma il valore della convinzione
di molti studiosi dei fenomeni sociali: la secolarizzazione non ha
fatto sparire la religione, ma la sta trasformando. La religione
non è scomparsa nella società post-secolare, ma sta mutando
la posta in gioco?
È l’interrogativo al quale cerca di rispondere anche questo
numero speciale della nostra rivista. […]






Reviews
There are no reviews yet.