Description
Anteprima
Il contesto in cui viviamo sembra non offrire un sentire culturale in cui si possa proporre una comprensione della fede, e quindi una riflessione credente sulla realtà, in chiave sacramentaria, in quanto, come profeticamente affermava R. Guardini già negli anni ’20 del secolo scorso, «l’aspetto visibile, concreto della religione, il rito e il simbolo, viene compreso sempre meno, non è più colto e vissuto in modo immediato»1. Questo dato non può essere ignorato nella riflessione teologica, soprattutto in riferimento alla lezione conciliare in cui i “segni dei tempi” hanno assunto in modo esplicito lo status di un nuovo e vero locus theologicus2. Le istanze della contemporaneità e, quindi, il sostrato storico-culturale, diventano l’ambito in cui sono poste le “domande” a cui la teologia cerca di rispondere a partire dalla fede. La forma teologica, così, non si configura solo come una riflessione sistematica e critica del pensare credente, fondato nella fede incarnata storicamente nel passato ma asettica rispetto al presente (intellectus fidei) ma esprime un pensiero che riflette guardando a tutta la storia, anche presente, illuminandolo con la fede vissuta oggi, quindi propriamente un intellectus fidei in historia.






Reviews
There are no reviews yet.