Description
Il pellegrinaggio di Girolamo Gracián è espressione
di un cammino spirituale profondo, il quale è risposta
all’amore di Dio, al desiderio di abbracciare la
Regola del Carmelo d’accordo con gli insegnamenti
di Teresa di Gesù, e alla passione di darsi agli altri
per la loro salvezza. Questa «victoria amoris», vissuta
soprattutto nei momenti di tensione, fu per lui
un’estasi d’amore, non nel senso di un rapimento,
bensì come cammino permanente. La metafora del
«cammino» permetterà di esporre l’itinerario biografico
e spirituale di Gracián, lasciando intravedere il
pellegrinaggio di ogni discepolo, oltre che una testimonianza
più che significativa per la vita religiosa,
in tempo di crisi e di scoraggiamento.
Girolamo Gracián, un uomo in cammino…
Cari fratelli e sorelle, 1
1. In questi ultimi anni stiamo celebrando alcuni centenari
importanti per la vita della nostra famiglia carmelitana.
Ricorrenze che ci fanno sentire parte di una “storia viva che
ci accoglie e ci spinge oltre”. In realtà, la nostra tradizione appartiene
alla storia della salvezza che Dio iniziò a scrivere con
il suo popolo e continua ancora oggi nella sua Chiesa. Il credente
è fondamentalmente «uno che fa memoria», ricordava il
Papa Francesco. Non vogliamo dimenticare la nostra storia, ma
invece mantenerla sveglia, grati a «una tale moltitudine di testimoni
» (Eb 12,1) che lo Spirito Santo ha suscitato nella famiglia
del Carmelo. Tutti loro sono per noi un segno eloquente di
come vivere il Vangelo. Spiccano tra loro «alcune persone che
in maniera speciale incisero per far germogliare la nostra gioia
credente». Li stiamo ricordando in occasione dei loro anniversari:
sant’Alberto di Gerusalemme e Gracián, rispettivamente
nell’VIII e nel IV Centenario della morte, e santa Teresa di
Gesù, nel V Centenario della nascita.
2. In questa lettera circolare desideriamo condividere con
l’intera famiglia carmelitana alcune riflessioni sul padre Girolamo
Gracián. Il punto di partenza sarà la sua stessa biografia,
non sempre abbastanza conosciuta. È certo che in questi ultimi
anni, grazie alla pubblicazione di alcuni repertori bibliografici,
studi ed edizioni di parte della sua opera, Gracián ha iniziato
ad aprirsi uno spazio nella bibliografia carmelitana. È anche
noto che in questo processo ha avuto un ruolo importante il
recupero della sua opera La peregrinación de Anastasio. La maggior
parte degli esperti afferma che se il genere letterario dell’“
autobiografia” può essere considerato fonte indiscutibile di
verità storica, probabilmente però non rende giustizia alla natura
di questo scritto. In realtà, gli episodi biografici scelti da
Gracián, che li presenta a volte in forma di memoriale e cronaca
apologetica pro vita sua, si mescolano con la sua dottrina
spirituale, formando in tal modo uno scritto assai singolare e al
tempo stesso molto appassionante.
3. Girolamo Gracián fu un nomade cercatore di Dio, un
pellegrino infaticabile. In questa lettera riprenderemo la metafora
del “cammino”, che egli stesso utilizzò nella sua opera
già ricordata, La peregrinación de Anastasio [ossia Il pellegrinaggio
di Anastasio, da ora citato PA], per esporre il proprio itinerario
storico e spirituale. Girolamo Gracián professò la Regola
dell’Ordine carmelitano e, prima della sua morte, il 21 settembre
1614, trascorse metà della vita nel Carmelo teresiano
e l’altra metà nel Carmelo primitivo. La fecondità della sua
testimonianza e del suo ministero sgorgò dalla stessa fonte e
dalla medesima Regola. Non è senza significato che il suo anniversario
si inserisca tra quello del “legislatore del Carmelo” e
quello della sua grande “riformatrice”. Il fatto di aver vissuto in
ambedue i rami del Carmelo è per tutta la famiglia carmelitana
e per la Chiesa un grande segno di comunione.
[…]






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