Description
Editoriale
È con comprensibile emozione che l’Editoriale sia scritto da chi in quel 4 dicembre 1963, non ancora ventenne ma già attento al linguaggio e ai contenuti della liturgia, si accostò con curiosità al testo della Costituzione liturgica appena approvata dai padri del 21o Concilio della storia. Saranno gli anni immediatamente successivi – con la lettura appassionata dei fascicoli della seconda serie di «Rivista Liturgica» e in seguito all’incontro con personalità che hanno segnato la storia della liturgia – che permetteranno di entrare in un orizzonte che poi ha affascinato e coinvolto sempre più profondamente l’intera esistenza di chi scrive. Potrebbe essere una facile illusione quella di elaborare espressioni autocelebrative. Se in questi recenti decenni di tanto in tanto sono state sottolineate delle date anniversarie, era solo per ricordare un cammino in vista delle sfide e delle attenzioni che dovevano essere tenute presenti e che in qualche modo interpellavano il servizio di «Rivista Liturgica». L’appuntamento dei cento anni per alcuni aspetti rientra in questa ottica, ma la coincidenza del cinquantesimo della Sacrosanctum Concilium è motivo per ulteriori riflessioni in vista di un itinerario ecclesiale in cui la liturgia ha ritrovato un posto centrale. È questa una constatazione e insieme un auspicio. Come il lettore ben sa, l’azione liturgica con la riforma voluta dal Vaticano II è tornata al centro della vitalità delle Chiese e in genere dei programmi pastorali; meno centrale risulta ancora nel contesto della riflessione teologica… ma il cammino prosegue, e i risultati prima o poi si delineeranno con maggior evidenza. In questa ottica vogliamo che si comprendano sia i riferimenti che seguono, e sia soprattutto la coincidenza di un cammino che si è realizzato in parallelo tra il nostro periodico e il movimento liturgico in prima istanza, e – successivamente – in parallelo con il progressivo attuarsi della riforma e del rinnovamento liturgico.






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