Description
Le pene d’amore sono universali, ragion per cui personaggi come Emma Bovary o i protagonisti di “Cime tempestose” non cessano di esercitare una straordinaria seduzione. E tuttavia noi soffriamo in maniera diversa da loro. Se tanti eroi ed eroine della letteratura potevano perfino deliziarsi dei supplizi amorosi, nella nostra cultura utilitarista il dolore è vissuto come un’esperienza puramente distruttiva, da scongiurare e allontanare da sé. C’è, in altre parole, una maniera specificamente moderna di amare e di soffrire per amore. Non si tratta infatti di esperienze personali, come suggerito nelle terapie di coppia e nelle poste del cuore, ma della condizione tipica dell’individuo contemporaneo, con il suo imperativo di autoaffermazione e le patologie che lo accompagnano: narcisismo, incapacità di scegliere, rifiuto dei legami, tirannia della bellezza e della moda, mercificazione degli incontri. Da romanzi immortali, riviste femminili e siti web per aspiranti anime gemelle Eva Illouz distilla, insieme alla consapevolezza del nostro modo di elaborare sentimenti e desideri, il possibile antidoto ai dolorosi veleni dell’autocolpevolizzazione.






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