Description
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all’umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in
Gesù Cristo, nel quale il mistero dell’uomo «trova vera luce». L’enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest’anno il 135° anniversario, e ripercorre
quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo
alcune riflessioni sul magistero sociale della
Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l’Enciclica affronta le
sfide poste dall’uso dell’intelligenza artificiale,
osservata nell’ambito più ampio del «paradigma
tecnocratico», che vede i nostri limiti come un
difetto da eliminare, mentre essi fanno parte
integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell’umano, «non deriva
da una divinizzazione tecnologica, ma da quella
operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il
lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque
«custodire l’umano nella trasformazione». L’Enciclica conclude il discorso ponendo in primo
piano l’importanza di una civiltà dell’amore che
ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà
nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte».
Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l’educazione)






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