Description
Con un piccolo sforzo di fantasia, oggi si può immaginare lo stupore che deve aver colto quanti nell’antichità hanno ascoltato le parole della prima lettera di Giovanni. Sin dalle battute iniziali, infatti, viene presentato il più alto mistero della fede: Cristo «che era sin dal principio», «il Verbo della vita» (1Gv 1,1). Eppure, la prospettiva scelta dall’autore non è astratta, né il suo è linguaggio rarefatto o esoterico: tutto è invece estremamente concreto, perché il Verbo di Dio si è fatto udire, vedere, contemplare e toccare (1Gv 1,1-4).La 1Giovanni chiede al lettore di porsi, dunque, in questa prospettiva dal basso, per potersi infine elevare fino a godere della gioia della comunione con il Figlio e il Padre (1Gv 1,3.5-7). La fede si configura come una condizione esistenziale: non a caso, l’autore predilige il verbo pistéuein, «credere» (1Gv 3,23; 4,1.16; 5,1.510.13), al sostantivo pístis, «fede» (1Gv 5,4), sottolineando l’aspetto dinamico dell’esperienza di fede.Questa dinamica ha nella concretezza il suo tratto specifico: attiene alla vita ordinaria, personale e comunitaria, dei cristiani. Così l’autore incoraggerà ad astenersi dal peccato (1Gv 1,8-10; 3,3-23), ad affrancarsi dalla mentalità e dalle personalità mondane (1Gv 2,18-29; 4,1-6), e a osservare il comandamento dell’amore (1Gv 2,3-11; 4,7-21).






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