Description
L’influsso precoce di Teresa d’Avila sulla vita mistica
di Divo Barsotti inerisce l’inclinazione di quest’ultimo
a realizzarla come rapporto “drammatico” e personale.
Non il pervenire all’Uno in termini metafisici
ma, nell’unione con Cristo, il dilatarsi di un Amore
che abbraccia tutta la Chiesa e l’umanità. In questo
Teresa aggancia la tensione centrifuga di Barsotti
riequilibrando, con il suo realismo, l’afflato speculativo
che pure si attesta nel mistico toscano. Teresa
di Lisieux si inserisce nel medesimo solco indicando
a Barsotti una linea mistica di assoluta purezza
evangelica. Altri contatti carmelitani suffragano la
rilevanza del globale apporto che Barsotti ha ricevuto
dalla mistica del Carmelo, di cui al termine si offre
un iniziale bilancio.
In precedenti contributi abbiamo avuto modo di prendere
in esame la natura e l’entità dell’apporto di Elisabetta
della Trinità e di Giovanni della Croce sul vissuto
mistico di Divo Barsotti1. Il legame del sacerdote toscano con
il mondo del Carmelo incrocia, a questo riguardo, almeno
altre due eminenti figure: Teresa d’Avila e Teresa di Lisieux.
Sull’influsso ricevuto dalla prima, in particolare, intendiamo
addentrarci nel presente studio, collegando a questo alcune
osservazioni circa l’apporto della seconda. Alcuni cenni, in merito
al contatto di Barsotti con altre figure carmelitane, tra cui
Lorenzo della Resurrezione, varranno a integrare, senza pretesa
di esaustività, la nostra analisi. A conclusione, tenteremo
di offrire un primo bilancio sull’incidenza globale di queste
figure sul percorso spirituale e mistico di Barsotti.
1. L’influsso della dottrina e del vissuto mistico di Teresa di
Gesù
L’influenza di Teresa di Gesù sulla dottrina spirituale e mistica
di Barsotti è un dato evidente, la si “respira” tra le pagine
della sua attestazione non solo diaristica. Non sono poche,
d’altra parte, le predicazioni inedite integralmente dedicate
alla Santa, tenute in vari frangenti, già dalla fine degli anni
Cinquanta del secolo scorso2. In ultimo, il contributo edito che
egli ha offerto sull’opera di santa Teresa nei successivi anni Settanta
e Ottanta testimonia della lunga frequentazione che lo
ha preceduto e va a suffragio della rilevanza che la dottrina
della Santa ha avuto per Barsotti3.
Ma di quale rilevanza possiamo parlare? Altro è l’approfondimento
teologico-spirituale operato, altro è l’influsso
dottrinale ricevuto, altro ancora è l’influsso sul processo del
vissuto e dell’attestazione mistica, e di questo precisamente intendiamo
occuparci. In questo senso, a ben guardare, i riferimenti
espliciti alla Santa, nelle prime opere teologiche del
sacerdote toscano, dove si sedimentano le acquisizioni fondamentali
della sua teologia mistica, appaiono rari e non così significativi.
Anche nei diari il nome di Teresa di Gesù compare
con assoluta precocità e accompagna costantemente il deposito
delle annotazioni, ma i riferimenti alla madre del Carmelo
riformato appaiono essenziali, sintetici o anche semplicemente
nominali. D’altro canto, il precoce incontro con le opere di Teresa
da un lato e l’approfondimento maturo della mistica teresiana
dall’altro rendono testimonianza di una frequentazione
che non può non aver lasciato traccia di sé nell’attestazione mistica.
Senza pretese di esaustività ci proponiamo di individuare
alcune di queste tracce.
[…]






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