Description
Questo libro è un atto d’amore, un atto d’amore alla vita. Con tre agili capitoli, il lettore viene introdotto nel tema affascinante della vita umana nascente, studiato sotto diversi punti di vista fra loro interagenti per darne una visione a tutto tondo. L’Autore, don Anthony Okechukwu Nnadi, è un giovane sacerdote originario della Nigeria e incardinato nella diocesi di Massa Carrara – Pontremoli, dove svolge un intenso lavoro pastorale. Ha compiuto gli studi filosofici in Nigeria e poi in Italia, presso l’Università Urbaniana di Roma. Ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. Ha perfezionato la sua competenza nel campo della Bioetica presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Regina Apostolorum di Roma. Si tratta di un curriculum di studi di tutto rispetto che permette a don Anthony di collocare il suo discorso bioetico in un contesto filosofico e teologico di ampio respiro e di avvalersi di uno spettro variegato e ricco di conoscenze. A tutto questo si aggiunga la passione che un prete cattolico sente per la vita umana e per la vita fragile e vulnerabile in modo speciale. L’ethos cristiano, infatti, racchiude in sé come impronta genetica caratteristica una inclinazione per la cura e l’attenzione verso le vite deboli, ferite, fragili, secondo il modello di Gesù che, come Buon Samaritano si è chinato sulla nostra povertà e si è fatto uno con i più piccoli e con gli ultimi. C’è qualcuno di più fragile e più esposto a violenze di un embrione appena concepito? Eppure in quell’essere privo di forza è impresso il sigillo della divina immagine. La vita di ogni essere umano e, soprattutto, dell’essere umano debole è affidata alla nostra responsabilità e alla nostra cura. I forti si difendono già da soli perché – secondo la famosa sentenza di Trasimaco nelle Leggi platoniche – i forti plasmano la giustizia e il diritto sul loro interesse. I cristiani, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, vogliono invece costruire una società in cui i deboli sono accolti, apprezzati e tutelati. Il titolo del volume è emblematico: “In difesa della vita nascente”. L’Autore non affronta direttamente le grandi questioni dell’aborto o della fecondazione artificiale o della diagnosi prenatale – non era questo il proposito del suo studio – ma ci riporta a una domanda iniziale che è previa a tante questioni scottanti. Egli ci invita a fissare lo sguardo sull’essere umano nei suoi inizi per chiedergli: “chi sei?”. L’espressione che funge da sottotitolo del volume – “Statuto dell’embrione umano” – esprime, con il linguaggio filosofico proprio della bioetica, questa stessa domanda: “chi sei tu, piccola creatura? chi devo essere io per te, vita fragile e meravigliosa?”. Con l’ausilio della scienza biologica, della filosofia e del diritto, servendosi con intelligenza degli apporti delle diverse discipline, don Anthony traccia le coordinate precise che ci permettono di riconoscere in quell’essere microscopico e apparentemente informe una vita umana nel suo primo sorgere trepido e, insieme, tumultuoso.
Sono certo che queste pagine saranno utili per i sacerdoti e gli insegnanti di religione, per gli operatori pastorali e per tutti coloro che vogliono una informazione sintetica, corretta ed equilibrata sulla identità e il valore dell’essere umano nella fase iniziale della sua avventura esistenziale. In queste pagine, oltre alla sensibilità pastorale del presbitero e agli studi del bioeticista, si avverte quel senso panico e sacrale per la vita che è un tratto tipico della cultura africana e che il mondo occidentale secolarizzato sembra aver smarrito. La vita, ogni vita, racchiude in sé un mistero e ci rimanda alla Fonte di ogni vita, al seno fecondo di Dio. Anche di questo dono saranno grati a don Anthony i suoi lettori.p. Maurizio P. Faggioni, ofm






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