Description
Poco prima di morire, probabilmente nel settembre del 1226, Francesco dettò un documento che chiamò Meum Testamentum, “Il mio Testamento”. Le memorie affidate dal Santo a questo testo possono essere paragonate alle diverse facce intagliate dall’iniziativa di Dio su “frate Francesco” affinché in lui risplendesse, in modo semplice e puro, la bellezza della luce che emana dal Vangelo.
Il libro di Pietro Maranesi si confronta con questo documento cruciale e problematico in cui l’identità personale di Francesco, divenuta esperienza comunitaria, si fonde con le esortazioni ai confratelli sulle posizioni da assumere per contemplare la luce di Gesù Cristo, costituendo la base ideale per comprendere la vocazione e l’opera dei “minori”.
L’eredità preziosa racchiusa nello scrigno del Testamento è dunque lo stesso “frate Francesco” con la sua proposta cristiana modellata sul Vangelo, la cui ricchezza e la cui bellezza resteranno, per questo motivo, sempre e comunque un’eredità difficile.






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