Description
Un angolo dell’appartamento appena occupato abusivamente e condiviso con una famiglia romana, che vive la sua condizione di disagio con dignità; i cartoni che, là, non saranno più fradici per la pioggia; la possibilità di andare in giro senza il timore di perdere il riparo per la notte o di avere incollate sulla schiena le coperte, dono della Caritas, e le cianfrusaglie dello zaino; la disponibilità di servizi igienici anche per lavare i pochi capi di biancheria: tanto poco basta per risollevare lo spirito del giovane profugo siriano. Certo, l’impietosa premessa è dimenticare gli agi familiari e le prospettive professionali, che accompagnavano la sua vita, a Damasco; ora, è uno dei tanti esuli senza mezzi. Per sua scelta: lo ricorda spesso a se stesso nel suo diario, che è al contempo la sua trincea morale e il suo inno alla gioia e alla speranza.






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