Brevis descriptio inclytae provinciae styriae et carinthiae ordinis fratrum minorum conventualium (1766)»
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Brevis descriptio inclytae provinciae styriae et carinthiae ordinis fratrum minorum conventualium (1766)»

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La presenza dei primi frati nel territorio di Stiria e Carinzia dipese dalla

seconda missione fatta da Giordano da Spira in Germania nel 12211. Da

quest’anno già esiste il convento a Würzburg, che fu così la prima comunità

organizzata dei frati francescani oltre le Alpi. Da Augsburg (Baviera)

i frati partirono in tre direzioni: una verso nord-ovest, l’altra verso Regensburg

e l’ultima – quella che ci interessa in questo contributo – verso

sud-est (Austria).

L’origine della Provincia d’Austria viene comunemente datata al 12392.

Essa sorse con l’aiuto di Giordano da Giano (†1262), uno dei biografi principali

di San Francesco e dei primi frati3. Nell’arco d’alcuni decenni la provincia

fu divisa in quattro custodie, un secolo dopo in sei: C. Viennensis

(Vienna), C. Danubiensis (Danubio), C. Anasiensis (Ens), C. Stiriensis (Stiria),

C. Marchiensis (Windischmark), C. Felicensis (Villach)4.

Porremmo attenzione allo sviluppo delle custodie di Stiria, di Windischmark

e di Villach che pian piano andavano conseguendo una certa autonomia

fi no all’instaurazione della Provincia di “Stiria e Carinzia” a metà

del secolo XVI.

Il manoscritto Brevis Descriptio, nel raccontare il percorso storico di

detta provincia, parte dall’inizio dell’Ordine Francescano nel secolo XIII,

dalla sua rapida diffusione in Europa e si ferma nell’odierno territorio austriaco

meridionale, sloveno e italiano nordorientale, ove sorse la provincia

indipendente durante il XVI secolo, e ci accompagna fi no al 1766, l’anno

in cui fu redatto dal padre maestro e teologo Arsenius Platner di Graz

(1710-1781)5.

Riteniamo la Brevis Descriptio una fonte preziosa per diverse ragioni.

Sulla provincia di Stiria e Carinzia non è stato scritto tanto, soprattutto

a causa delle fonti mancanti. Finora non si è fatta nessuna edizione completa

di qualche fonte riguardo alla provincia.

Anche sulla Brevis Descriptio non è stata realizzata mai un’edizione

completa. Qua e là possiamo trovare dei frammenti del manoscritto ma non

come unità. Nel presente lavoro per la prima volta viene trascritto e commentato

il manoscritto nel suo insieme.

Il manoscritto nel modo conciso e preciso (con poche mancanze) descrive

la provincia come nessun altro.

Non si sa esattamente di quale altra fonte l’autore si sia avvalso per la

stesura del codice. Con l’edizione si è giunti ad una congettura che cioè egli

avrebbe potuto attingere, per alcune vicende, al manoscritto Quintum saeculum,

redatto da Samuel Müller e composto nel 1724, senza conoscere …

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