Description
È possibile indagare la processualità del “fare architettura” attraverso le ossessioni e i daimon di alcuni maestri? Solo se consideriamo la crisi come elemento di rottura inserito nel ciclo vitale dell’edificio siamo in grado di individuare situazioni e stadi che, seppur transitori, risultano fondamentali per una comprensione organica dell’opera e del suo contesto. In quest’ottica, fattori di discontinuità quali abbandono, distruzione e fallimento diventano sfaccettature diverse di un’unica, molteplice realtà. L’idea progettuale – sia essa rappresentata dallo studio sulla casa primitiva, dalla codificazione di un modello o da una radicalizzazione teorica – è qui investigata a partire dal principio – dall’origine del processo – per poi dirigersi verso quel magma fluido che appartiene alla formatività dell’opera. Il volume esamina questi temi progettuali attraverso gli esempi emblematici di maestri quali Le Corbusier, John Soane e Isozaki Arata.
Pina (Giusi) Ciotoli (Ceccano 1986). Laureata con lode e dignità di stampa è architetto e Ph.D., attualmente ricercatrice presso il DiAP – Dipartimento di Architettura e Progetto, Università La Sapienza di Roma. Menzione di merito al Premio Minerva 2018, è stata inviting critic dell’Hong Kong Pavilion (Biennale di Venezia 2018) e ha organizzato la giornata “Destruction Reconstruction Reuse. Trajectories of Japanese Architecture from Tange to nowadays” all’interno del Japan Pavilion (Biennale di Venezia 2020). Tra i principali lavori, i volumi Dal grattacielo al tessuto verticale. Nuovi sviluppi architettonici e urbani (Officina Edizioni 2017) e Kenzo Tange. Gli anni della rivoluzione formale 1940/1970 (con Marco Falsetti, Franco Angeli 2021), quest’ultimo finalista al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2021.






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