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La liturgia alla prova dell’Evangelii gaudium
Inizia una nuova annata di RPL. Ogni numero tratterà un tema particolare e ogni
fascicolo avrà una scansione nuova in Studi, Temi pastorali, Schede per la formazione,
Sussidi e testi per la celebrazione. In questo primo fascicolo del 2015, nella
sezione Studi, prendiamo in mano la Evangelii gaudium (= EG).
Studi
M. Augé, No a una liturgia mondana!
M. Augé riflette sul rapporto liturgia e mondanità. Papa Francesco insinua due atteggiamenti principali
in cui si manifesta una «medesima mondanità spirituale»: una cura ostentata della liturgia senza attenzione
all’evangelizzazione e ai bisogni concreti della storia e un modo autoreferenziale di celebrare o
realizzare la liturgia. Prima di illustrare le caratteristiche dei due suddetti atteggiamenti ‘mondani’, l’autore
ricorda alcune particolarità specifiche che sono alla base della natura della celebrazione liturgica.
G. Boselli, Vangelo della gioia e bellezza della liturgia
Partendo da EG 24 G. Boselli fa riflettere sulla condizione affinché la chiesa evangelizzi e si evangelizzi
attraverso la bellezza della liturgia: il contributo si sofferma sui gesti di Cristo che sono all’origine della
liturgia cristiana, mostrando che la liturgia è bellezza quando il gesto liturgico è trasparenza del gesto
di Cristo.
R. Barile, L’omelia: la conversazione di una ‘madre’
R. Barile ripercorre EG 135-144 e riflette sul modo di intendere l’omelia di papa Francesco: quale tipo
di contesto liturgico intenda, se l’omelia debba essere come la conversazione di una madre e in quale
modo dire parole che fanno ardere i cuori.
P. Tomat is, La liturgia e le sfide del mondo attuale
Il contesto nel quale celebriamo è il medesimo contesto nel quale viviamo. Per questo è utile rileggere
in chiave liturgica i ‘segni dei tempi’ evidenziati da EG, per valorizzare quelle strategie rituali che fanno
della stessa liturgia un ‘segno del tempo’ messianico: la consolazione attraverso l’orientazione; la comunione
fraterna; la logica della gratuità e della condivisione.
V. Donat ello, Liturgia e disabili. L’arte di celebrare con tutto il corpo
Tra i contesti vitali e le ‘periferie’ da rivalutare la liturgia ha il mondo della disabilità, ancora troppo
assente dalle nostre celebrazioni ordinarie. Suor Veronica ci fa pensare a opportunità e abilità pastorali
da maturare raccontandoci l’esperienza di una parrocchia di Pesaro e altre iniziative della stessa diocesi.
B. Borsat o, Come pregare con i divorziati e i separati
I cristiani risposati esistono e non trovano spazio nelle nostre liturgie. È un’altra situazione di marginalizzazione,
ma l’esclusione da penitenza ed eucaristia non può tradursi in una esclusione dai ‘sacramenti’
della Parola e della comunione fraterna: non sono scomunicati. Dal 1997 nella diocesi di Vicenza
è presente un gruppo di divorziati risposati che si incontrano mensilmente attorno alla parola di Dio.
R. Laurita , Messe solo festive e non festose?
EG 157 richiama la dimensione festosa dell’eucaristia. Essa emerge in modo nitido dai catechismi della
chiesa italiana. La celebrazione domenicale diventa parte essenziale di quel giorno del Signore in cui la
comunità ha la possibilità di incontrare il Risorto, ma anche di vivere esperienze concrete di fraternità.
Non bisogna ignorare, però, le diverse difficoltà. La pastorale parrocchiale deve porsi pertanto alcuni
obiettivi e inventare iniziative nuove per raggiungerli. Sempre nel segno di una ritrovata relazione che
strappa all’anonimato e permette di sentirsi parte viva di una comunità.
Schede per la formazione
R. Barile, Come si fa un’omelia?
Nel contributo precedente di questo fascicolo, l’autore ha esaminato ‘che cosa è’ un’omelia secondo
papa Francesco, qui cerca di indicare ‘come si fa’ tenendo conto di EG 145-159 dove non si intende
elaborare un trattato sull’omelia, ma richiamare alcune nuove attenzioni. Seguendo la retorica classica
si riassumono in: ricerca del materiale (inventio), la sua messa in ordine (dispositio) in vista poi di arrivare
all’atto del parlare (elocutio), del quale l’autore qui non si occupa.
Sussidi e testi
E. Massimi, Pregare in famiglia con i figli
Oggi il numero delle famiglie che partecipano regolarmente all’eucaristia domenicale e che si riuniscono
per pregare è piuttosto esiguo; eppure proprio nel Pane e nella Parola si trova la forza per rimanere
uniti e affrontare la quotidianità. È urgente che le famiglie vengano ri-iniziate all’eucaristia domenicale
e che trovino spazi per ascoltare la Parola.






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