Description
Editoriale
Le vere difficoltà del credente non sono le cadute, ma gli inganni ispirati dalle false immagini di Dio raccolte durante gli anni. Attraverso l’analisi di una serie di film, affrontiamo alcune di queste immagini che ci possono allontanare da Dio.
Contro i falsi storici
Nella collana dei documentari Antica Roma. Storia di una superpotenza (Le Grandi Collane del «Corriere della Sera», 2012), Piero Angela ha dedicato una puntata alla diffusione del cristianesimo a Roma intitolata Il Cristianesimo. Gli eredi di un impero. Nel precedente dvd sull’imperatore Nerone aveva sorvolato sulla persecuzione dei cristiani scoppiata nel 64 d.C. in seguito all’incendio di Roma.
Quindi, si poteva immaginare che non aveva precedentementeaccennato al tema della persecuzione dei cristiani, durante iprimi tre secoli dell’età imperiale, per approfondirlo nella nuovapuntata. In realtà, poggiando la sua tesi sull’autorità di docentidi Storia antica e delle religioni della Temple University e dell’IstitutoAmericano di cultura romana, interpreta in modo distortoi dati storici, ormai certi, sulla vita delle comunità cristiane aRoma. La sua ricostruzione rispetta gli avvenimenti storici e ifatti realmente accaduti, in modo da dare una parvenza di oggettivitàal racconto, ma interviene pesantemente sulle motivazioniche ispiravano le opere dei primi cristiani. Lasciamo ad altri leinterpretazioni sui motivi che hanno portato il noto autore didocumentari a compiere quest’operazione poco simpatica.Rimane comunque un lavoro che stravolge gli aspettiprofetici delle prime comunità cristiane, trasformando i credentiin persone deboli o in opportunisti. La carità, ovvero il soccorreregli ammalati, dare da mangiare agli affamati, vestire i poveri,viene presentata come strumento per fare proselitismo. Noncome segno di un’autentica vita cristiana, di amore disinteressatoper il prossimo, ma come mezzo per raggiungere il consenso.Dimenticando il capitolo 25 del vangelo di Matteo dove Gesù,riguardo ai salvati nel giudizio finale, così si rivolge alla follariunita per ascoltare i suoi insegnamenti: «Venite, benedetti delPadre mio (…). Poiché: ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,ero straniero e mi avete ospitato, nudo e mi avete coperto (…).Allora i giusti diranno: “quando, Signore, abbiamo fatto tuttoquesto?”. E il Re risponderà loro: “tutto quello che avete fatto auno dei più piccoli di questi miei fratelli l’avete fatto a me”» (Mt25,34-40).Quindi, lascia intendere il documentario, ci si convertivaper accedere a determinati servizi e avere una vita più sana.Ugualmente accade per i Pastori della Chiesa, i Vescovi, tutti diestrazione aristocratica in quanto attirati dalla nuova fede perla possibilità di fare carriera e raggiungere quel prestigio che non erano riusciti ad ottenere attraverso le cariche dello Stato.Ovviamente, non siamo degli ingenui, sappiamo che c’è stataanche questa componente, ma non era solo per questo motivoche le famiglie aristocratiche romane abbandonavano gli antichidèi per diventare cristiane. Mentre i martiri vengono messi sullostesso piano dei fuorilegge ordinari e ridotti a poche centinaia.Lasciando in chi non conosce bene i fatti un’immagine distortadelle prime comunità cristiane.






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