Description
Editoriale
Dato il relativo clamore suscitato dall’Istruzione Universae Ecclesiae (30 aprile 2011) sull’applicazione del Motu proprio Summorum Pontificum (7 luglio 2007) circa l’uso della liturgia romana del 1962, «Rivista Liturgica» offre ora una riflessione presentando alcuni aspetti della riforma liturgica, che rischiano di essere sommersi dalle critiche scatenate da movimenti e da posizioni contrarie.
La linea evidenziata dagli studi predisposti nelle pagine che seguono, risulta quanto mai necessaria per il fatto che la confusione sollecitata dai fautori dell’usus antiquior impressiona e trova ascolto da più parti, mentre pochi danno voce allo smarrimento della quasi totalità dei fedeli e dei pastori che dalla liturgia rinnovata nutrono la loro vita spirituale e attingono ispirazione per l’azione pastorale.
Rivolgendosi soprattutto ai docenti che hanno la responsabilità di formare le giovani generazioni, i contributi racchiusi nel fascicolo evidenziano le motivazioni che portarono all’edizione del Missale, del Breviarium, del Pontificale – e prima ancora del Rituale – quando già era stato indetto il Concilio Vaticano II, e si conoscevano i temi che sarebbero stati affrontati.
Traditio et progressio: un titolo che intende evidenziare la linea di continuità che sempre si è mantenuta nella vita della Chiesa, e che sembra essersi interrotta proprio con il Motu proprio Summorum Pontificum, con conseguenze la cui portata ecclesiologica sfugge alla maggior parte di coloro che ritengono – superficialmente – trattarsi solo di un più stretto legame con il passato, ma senza considerarne tutte le potenzialità e «lezioni» che lo stesso passato racchiude.
Da qui l’impostazione del presente fascicolo con cui si conclude il 99° anno di vita di «Rivista Liturgica»; un fascicolo che vogliamo dedicare anche al ricordo di mons. Annibale Bugnini, nel centenario della nascita e nel 30o della sua morte (14 giugno 1912 – 3 luglio 1982).






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